"... la fatica per preparare un'attività non la vede nessuno : un errore, lo vedono tutti !! !
Felice Domenica .... Wolf
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Quando guardo in alto, in mezzo al cielo azzurro, il vuoto dell'esistente mi si presenta come una evidenza: ed io non temo la dottrina della realtà delle cose: Quando volgo lo sguardo verso il sole e la luna, l'illuminazione si desta distintamente nella mia coscienza; ed io non temo ottundimento e torpore. Quando volgo lo sguardo verso la cima delle montagne
, l'immutabile della contemplazione si presenta distintamente nella mia coscienza; ed io non temo l'incessante mutevolezza del vano opinare. Quando guardo giù, in mezzo al fiume, l'idea della continuità si presenta distintamente nella mia coscienza; ed io non temo l'imprevedibilità degli avvenimenti. Quando vedo l'immagine dell'arcobaleno, il vacuo dei fenomeni viene sperimentato nel punto centrale del mio essere interiore; ed io non temo più nè ciò che dura, nè ciò che trapassa. Quando vedo l'immagine della luna riflessaq dall'acqua, l'autoliberazione, sciolta da ogni interesse, si presenta distinta alla coscienza; e nessun interesse ha più potere su di me. Quando guardo nella mia anima, la luce all'inyerno del "recipiente" si presenta distinta alla coscienza; e non temo la sciocchezza e la stupidità....
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"TREKKING WOLF" va in vacanza... per la pausa estiva, dopo un anno intensissimo e ricco di attività! E si è chiuso in bellezza, nel magnifico scenario dei M:Picentini, "cuore verde della Campania", con la massiccia presenza di 40 fra "Lupacchiotte" e "Lupocchiotti" desiderosi di immergersi nelle intricate foreste del foume Sabato e del Calore.

Qui, con tre "Lupacchiotte" e L'"Accellica" alle spalle, la montagna preferita di Giustino Fortunato!

il sentiero inizia subito in una intricatissima vegetazione dai Piani di Verteglia, Valli Cinquanta" e Faggio Scritto"

Una farfalla riposa indisturbata sulla spalla di Lello...

Ore 13.30 : giunti al "Varco della Finestra", si accende il fuoco per una allegra "braciata":Qui, Gino e Vienna, incuranti del gran caldo, affrontano stoicamente le fiamme...

...in questo scenario da favola del Varco della Finestra, punto di confine della Valle del fiume Sabato con quella del Calore (quello Avellinese)

Un momento del "dopo pranzo" delle mie "Lupacchiotte"... colte a dormire al fresco prima di riprendere il lungo cammino...

...mentre fiori meravigliosi non mancano mai !...

Si scende sulle rive del Calore, guadando il fiume ahimè molto in "secca" !

Momento di sosta e particolare delle due Guide "Chiudifila" Conghiale e Volpe, al secolo Dario e Sergio !(ottimo ed impegnativo il loro lavoro!!!)
Un esemplare di giglio sulle rive del fiume...

Ed ecco da dove proveniamo: l'Accellica" svetta alta e maestosa sulle nostre teste!!!
Ore 18.00: km. 38 Montella/Acerno: saluti finali... ecco il Gruppo dei Lupacchiotti! e...
quello delle "Lupacchiotte" sempre sorridenti nonostante le difficoltà e la lunghezza del percorso!
Amici carissimi del Trekking Wolf, oggi se il nostro Gruppo ha una eco nella compagine dell'escursionismo Campano, lo si deve proprio a voi, alla vostra forza di volontà e di aver creduto in me fino in fondo!!! Mi avete seguito ovunque, senza esitare, sorridendo nelle mille piccole grandi difficoltà che l'andare per monti può offrire... avete compreso che la Natura ci rende migliori per affrontare ogni giorno la dura realtà tra il "Popolo degli uomini"...avete sacrificato i vostri fine settimana tra il caldo e il freddo, tra il vento e la pioggia, ma infine forse, avete compreso che...ne valeva la pena!! Vi voglio bene tutti e vi do appuntamento per il Grande Raduino Escursionistico Campano dal 20al 22 luglio prossimo sul Partenio, organizzato dal sottoscritto: troverete i dettagli prossimamente su questo blog. Per il momento, ci vedremo giovedì 12 luglio a casa di Lello ed Emilia per una cena di fine anno e distribuzione programma escursioni 2008... a proposito!!! L'attività riprenderà il primo fine settimana di settembre sui Monti della Laga, sul "Sentiero delle 100 cascate" squisitamente in tenda ! Vi abbraccio tutti. WOLF
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GRUPPO ESCURSIONISTICO "TREKKING WOLF" Napoli
M.Picentini: Il "Sentiero delle Salamandre"
DOMENICA 24 GIUGNO 2007
Appuntamento ore 8.30 uscita autostrada Na-Ba- Avellino Est -Partenza : Piani di Verteglia - Arrivo: km.38 Acerno-Montella Sviluppo : 12 Km. difficoltà : EE (per lunghezza) Pranzo:
alla brace -Emergenze naturali: boschi, fiumi, forre, pascoli di altura. Avviso a tutti gli escursionisti e simpatizzanti del "Trekking Wolf" : in attesa del grande evento escursionistico Campano sul Monte Partenio dal 20 al 22 luglio in tenda, organizzato da questo gruppo, GIOVEDI' 12 LUGLIO viaspetto tutti alle 20.30 in Pizzeria da Franco nei pressi di Piazza Carlo III. Per l'occasione, sarà distribuito il programma Escursionistico 2008 / 2009 . Via aspetto tutti!!! WOLF
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FATEVI QUATTRO RISATE
le 10 RAGIONI PER CUI SI EVIDENZIA IL SESSO FEMMINILE DEL COMPUTER :
1) Una volta acquistato ci spendi sopra milioni in "accessori".
2) INCOMINCI a passarci le serate, tralasciando i divertimenti e gli amici.
3) Pur sforzandoti, a volte, esegue "procedure" che proprio non riesci a comprendere.
4) Sei tu che ti devi adattare al suo funzionamento, non il contrario.
5) Si dice che non può sbagliare, è infallibile! Non è vero ma nessuno lo dice!
6) Si ricorda sempre di tutto quello che hai fatto fin nei minimi particolari.
7) Se sei imbranato, "non cavi un ragno da un buco"
8) Con gli amici, parli spesso di argomenti "attinenti"
9) Ha il potere di farti sentire uno stupido, sembra sempre che ne sappia una più di te!
10) Quando sbagli qualcosa, rischi di perdere tutto! E spesso non puoi tornare indietro!
Le 10 ragioni per cui il sesso del computer non può essere femminile:
1) Ha un pulsante "spegni"
2) Ne puoi utilizzare più di uno contemporaneamente, in rete, per aumentare le "prestazioni".
3) Puoi non usarlo per mesi, ma quando ne hai bisogno è pronto a servirti.
4) Con una semplice password, puoi evitare che altri lo utilizzino e dormire tranquillo.
5) Possiede parti "rigide" (hard disk).
6) Lo cambi, senza troppe spese, quando diventa obsoleto e non all'altezza delle tue pretese.
7) Pur avendo una (scheda) madre, non esiste una (scheda) suocera.
8) Tutte le fessure che ha sono sempre in senso orizzontale.
9) Puoi tranquillamente averne uno a casa e uno in ufficio senza dover mantenere segreti.
10) Spesso sei tu che dici... "no, non ora... ho il mal di testa!!!"
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“Io canto l'armi e l'eroe, che per primo dalle spiagge di Troia, profugo a causa del Destino, venne in Italia alle coste Lavinie, molto sbattuto sia per terra che per mare dalla forza degli dei, e dalla memore ira della crudele Giunone, avendo anche sopportato molte cose a causa della guerra, finché non fondò la città, e portò gli dei
nel Lazio, da cui [ebbe origine] la stirpe dei latini, i padri albani e le mura dell'alta Roma
..."
Questo è il proemio dell'Eneide, che per secoli costituirà il proemio "tipo" del poema dei poemi epici e non. Dante, Ariosto, Tasso riprenderanno questo modello. Virgilio lo riprende dai poemi omerici.
Si nota come il protagonista sia definito come virum (quindi eroe), ma anche come profugus, iactatus (quindi individuo sofferente). E' sia vincitore sia vittima di qualcosa che lo fa soffrire. Inizia la celebrazione ma si avvia anche la storia del dolore che il piano del destino (Enea DEVE fondare Roma) causa a vittime innocenti (se stesso, Didone).
Le sofferenze di Enea sono in gran parte causate da Giunone (protettrice di Cartagine) che cerca di opporsi al destino perché era scritto che Roma distruggesse Cartagine. Ma al destino non ci si può opporre allora fa soffrire il più possibile Enea. Tutta l'invocazione alle muse è incentrata su questo (anche nell'Odissea succede qualcosa di simile: Ulisse era perseguitato da Nettuno

Ænēïs Siamo in un periodo in cui è in voga la brevitas. I poemi, anche quelli epici, sono molto più corti. L'Eneide ha solo 12 libri, la metà dell'Iliade.
Virgilio scrive un poema epico sul modello omerico. Mette al centro del poema un mito: Enea. E non è un mito qualsiasi, è l'origine della stirpe di Roma. La famiglia di Enea è (secondo la propaganda augustea) all'origine della gens Iulia.
Aggiungendo un'impostazione stoica, che fa vedere la storia dell'uomo come tanti punti inseriti in un piano divino, si ottiene una rilettura della storia di Roma per dire che Augusto è la realizzazione di un piano voluto dagli dei, dal destino.
Virglilio però lascia dei "buchi". Ci sono alcune risposte a cui non sa dare risposta. Perché il dolore, la sconfitta, la fatica degli uomini, il soffrire degli uomini innocenti stroncati in nome di questo progetto. L'eneide è piena di storie di vittime ingiuste che hanno preso parte a questo percorso predestinato. Ci si chiede perché un obiettivo così grandioso ha costi così alti in termini di vite umane.
Enea è un protagonista minore dell'Iliade.
I primi 5 libri dell'eneide ripropongono la stessa struttura dell'Odissea: i viaggi per mare dell'eroe. Addirittura ripropone una struttura di questa: come gran parte di questi racconti sono raccontati dallo stesso Ulisse durante un banchetto, così l'Eneide racconta delle navi dei troiani che fanno un naufragio vicino a cartagine. Enea e i suoi sono accolti dalla regina, Didone, e racconta, durante un banchetto, della caduta di troia e dei suoi viaggi. Il libro IV racconta la storia di Didone, una vittima del cammino fatale del progetto divino. Lei si innamora, gli dei la fanno innamorare di Enea. Quando questo deve allontanarsi, lei si uccide.
Il libro VI fa da cerniera per unire le due parti del racconto: Enea arriva a Cuma e fa un viaggio nel regno dei morti con la sibilla cumana. Nell'Ade Enea incontra il padre Anchise che gli rivelerà il destino della sua gloriosa discendenza, ovviamente fino ad Augusto.
I libri dal VII al XII si ispirano all'Iliade. Infatti raccontano la storia delle battaglie che deve combattere Enea contro le popolazioni indigene. Ovviamente questi perdono, visto che Enea ha dalla sua parte il Destino.
(Enea fugge da Troia con il padre Anchise ed il piccolo Ascanio)
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errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;
di molti
uomini le città vide e conobbe la mente,
molti dolori patì in cuore sul mare,
lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi.
Ma non li salvò, benché tanto volesse;
per loro propria follìa si perdettero, pazzi!,
che mangiarono i bovi del Sole Iperìone,
e il Sole distrusse il giorno del loro ritorno.
Così inizia l’Odissea, ma tale era già l’inizio del nucleo originario del poema, il Viaggio d’Odisseo (salvo eventualmente l’invocazione esplicita ad Aurora/Leucothea di Pyrgi piuttosto che alla Musa o ad Atena figlia di Zeus, introdotta dalle manipolazioni ordinate da Pisistrato tiranno d’Atene nella seconda metà del VI secolo a. C.), che s’occupava del solo viaggio di ritorno dalla guerra decennale di Troia a Itaca e non prevedeva l’uccisione dei pretendenti della moglie Penelope, alla latina Proci, gli usurpatori del suo regno. E’ anche evidente che in questa fase del poema Omero riteneva Odisseo e i suoi compagni perseguitati dall’egizio Sole “Che cammina in alto” e non da Atena, e soprattutto da Poseidone siro-etrusco (irato perché Odisseo ha accecato l’occhio a suo figlio Polifemo), come poi stabilirà nell’Odissea. Per questo motivo, completata l’Odissea, Omero dové allungar

e il proemio, che diventa così un prologo
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Così, sebbene nell'Odissea sia prevalente la dimensione centripeta dell'eroe, quella tesa verso l'interno, verso la patria e la casa, con un viaggio di ritorno travagliato da difficili prove, nella fortuna letteraria di Ulisse nei secoli successivi è invece fortemente presente la dimensione centrifuga, tesa verso l'esterno, verso l'ignoto, nel segno di quel polytropos di cui si è detto.
Ulisse, in conclusione, è presente in ogni tappa del cammino della civiltà, andando oltre anche lo specifico letterario, evocato ogni volta che gli esseri umani hanno, con un atto di volontà, cercato di superare il limiti imposti al loro ingegno, incarnandosi ad esempio in Colombo e in tutti gli esploratori, compresi quelli dello spazio. WOLF
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" Cantami o Div del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agl Achei, molte anzitempo all'orco generose travolse alme d'eroi e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempia), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' prodi Atride e il divo Achille..."
NOYSON ANA STRATON
WRSE KAKHN OAEKONTO
L’Iliade: una umanissima barbarie
Se l’Odissea è il grande poema dell’Occidente, che da millenni alimenta il nostro immaginario collettivo al punto che ciascuno di noi, nel viaggio della vita, si percepisce come un imitatore o un discepolo di Ulisse, l’Iliade è il nucleo profondo del cuore umano, il territorio recondito della naturalità ancestrale.
Certo, rispetto all’Odissea, l’Iliade risulta più arcaica, più “barbarica”: la ferocia con la quale Achille nega sepoltura al corpo di Ettore, ed anzi ne sconcia ripetutamente il cadavere, può offendere la coscienza moderna, ingentilita da secoli di Cristianesimo e di umanesimo.
Ma le situazioni e gli affetti di cui è impastata la vicenda del poema sono i fondamenti stessi del sentire umano: l’amicizia e la solidarietà tra compagni, l’orgoglio di sé e del proprio ruolo, l’amore per i familiari, la malinconica accettazione del destino, l’insopprimibile voglia di giustizia.
Viene naturale definire l’Iliade un poema guerresco; ma tra tutte le figure contenute nel poema, quella che più colpisce il lettore moderno (e che più colpiva l’uditorio di Omero) è il piccolo Astianatte, al quale i genitori, Ettore e Andromaca, si aggrappano con disperato amore: questo bimbo “dagli ingenui pensieri” diventa il simbolo di una positività insidiata dal Male, per la quale vale comunque la pena di vivere e soffrire.
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I SENTIERI DEL VENTO... come sono lontani!
Eppure sono ancora qui, da solo, con un mio essere diverso, un altro me stesso, alla ricerca di se stesso. Sei qui, di fronte a me, maestosa e bella come sempre... ti ho cercata e desiderata... bramata come un'amante... sapevo che eri ancora qui anche se solo nei miei pensieri... mi avvicino a te, sembro sfiorarti una mano, ma la tua cima è ancora lontana. E' qui, montagna mia, che trovo la mia pace e la mia sicurezza... è qui che lo spirito stanco si riposa... eè proprio qui che vorrei stare per non tornare mai più, "laggiù" tra i popolo degli uomini! WOLF Nota bene : chi volesse ricevere una copia del mio libro in formato word "I Sentieri del vento", deve semplicemente scrivere alla mia casella di posta elettronica . pinodelprete@yahoo.it WOLF
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Fratello Lupo, tu che vaghi per boschi e monti, assapora insieme a me il profumo di resina dei pini... ascolta nella notte il richiamo del vento che sa parlare solo a chi lo sa ascoltare... osserva dalla rupe il tramonto e la luce dell'alba di un giorno nuovo... seguirò la tua pista sicura ! Attraverseremo insieme praterie e cime... guaderemo fiumi scintillanti e ci immergeremo tra l'erba della brughiera... da lontano,ascolteremo il canto del "popolo degli uomini" finchè, finchè calata la notte ci riposeremo alla luce della calda fiamma di un fuoco ... WOLF
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