
Nei tempi antichi, quando sia uomini che animali vivevano sulla terra, un uomo poteva diventare animale se lo desiderava e un animale un essere umano... a volte erano uomini e a volte animali e non c'era alcuna differenza: Tutti parlavano lo stesso linguaggio: Quello era il tempo in cui le parole erano magiche. La mente umana aveva misteriosi poteri: una parola detta per caso poteva avere strani effetti. Ad un tratto diventava viva ed i desideri potevano avverarsi, non si doveva far altro che pronunciarla. Nessuno poteva spiegarlo. Era così! BESTIE SENZ'ANIMA ECCO QUELLO CHE SIETE!!! ANDARE IN GIRO A BRUCIARE BOSCHI E FORESTE... il futuro del nostro pianeta... e le leggi? Dove sono? Che fine fanno queste bestie??? Come se la cavano??? Non dirò più nulla su questo argomento : ho il cuore gonfio di pianto e l'anima pesante per ogni albero, per ogni foglia, per ogni filo d'erba carbonizzato !!! WOLF
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Epicuro
Lettera sulla felicità
Meneceo,
Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.
Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.
Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, togliendo l'ingannevole desiderio dell'immortalità.
Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.
Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l'arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell' Ade.
Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.
Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.
Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.
Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.
I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.
Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.
Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.
Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso - e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali.
Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.
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Portami Via
Portami via….lontano da qui,
portami dove mi hai promesso
in quella isola meravigliosa,
dove esiste solo il sole
dove nell’aria si sente la freschezza del mare
e dove si annusa l’amore
portami in quella isola
dove esiste solo musica
e dove balleremo quel tango tanto atteso
portami in quella isola
dove esiste solo cibo
e dalle tu mani mi nutrirò
portami in quella isola
dove esiste la cima del mondo
e dove io sono la tua regina
e tu il mio re……
portami via….lontano da qui
in quella isola…….
Dove sta l’amore…..il nostro
Portami via………
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Sono proprio contento ed emozionato! La 3 giorni del grande raduno escursionistico in Campania, denominata "Gli ultimi cavalieri degli orizzonti perduti" ha ottenuto un successo che non mi aspettavo! Complice il meraviglioso scenario del Parco Regionale del Partenio,il "Raduno" ha lasciato nel cuore di tutti un indelebile ricordo di pace, armonia ed amicizia! Gli escursionisti, venuti un po' da tutta la Campania (43) hanno messo su un campo di 23 tende in località "Acqua delle Vene", Oasi "Montagna di Sopra" nel Comune di Pannarano.
Ringrazio tutto lo "Staff" che mi ha dato una grossa mano per metter su questo grosso evento: il mio Gruppo "Trekking Wolf", Andrea Perciato, Daniela,.il grande Mario "Steinbock" ottimo chef al campo, Mariangela con i suoi disegni, Paola per le sue lezioni di geologia, i coniugi Teresa e Gino e Costantino Tedeschi, Guida WWF di Pannarano che si è tanto prodigato per rendere il nostro soggiorno quanto più possibile confortevole.
Qui, siamo nell'aula Consiliare del Comune di Pannarano dove il Sindaco ha accolto tutti gli escursionisti dando loro il benvenuto.
Animazione serale al fuoco del trio Andrea, Caterina e Vienna, con danze popolari.
Serata del 20 luglio al fuoco di bivacco...
... dopo una colossale cena nel rifugio preparata dal grande "Steinbock"!!!
magistralmente aiutato dalla paziente Teresa...
Escursione sui Pianori di Rapillo, sabato 21 luglio...
Con meravigliosi panorami su tutto il golfo !
Immersi in una rigogliosissima vegetazione boschiva...
...e a sera,...il "Giuramento dei...Cavalieri"!!!
Graditissima la visita del nostro Responsabile Regionale dell'A.I.G.A.E. Stefano Prota, in occasione della giornata della Guida G.a.e. !
Stefano consegna un attestato della nostra Associazione a Costantino Tedeschi.
E adesso? E adesso lo sguardo già si "allunga" verso nuovi orizzonti da scoprire, verso nuove mete da raggiungere, alla scoperta di luoghi dove la natura sappia veramente "parlare" al nostro cuore! WOLF
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AMICI ESCURSIONISTI, ci siamo !!! Domani, venerdì 20 luglio, finalmente si parte per il PARTENIO per il grande raduno escursionistico in Campania che quest'anno avrà come tema "Gli ultimi Cavalieri degli Orizzonti perduti". Numerosissime le adesioni da tutte le province Campane, grazie anche alla sponsorizzazione della "Rivista del Trekking" l'organo di stampa più autorevole in Italia per l'escursionismo. Ci daremo appuntamento nella sede Municipale del Comune di Pannarano (BN) dove il Sindaco e la Giunta Municipale daranno il loro benvenuto. Parteciperà anche il Coordinatore Regionale dell' A.I.G.A.E. (Ass. Guide Ambientali Escursionistiche) Stefano Prota, in occasione della "Giornata della Guida", dove, tutte le Guide presenti, presteranno la loro opera gratuitamente per la grande escursione di sabato 21 luglio. Dopo i saluti del Sindaco, in auto, ci si trasferirà in montagna, nell'oasi WWF "Montagna di Sopra" dove si monterà il campo con le tende. La cucina tipicamente in stile montanaro, sarà affidata al nostro professionista "Steinbock", al secolo Mario Luciano, che ci delizierà con i suoi preziosi manicaretti. A sera, intorno al fuoco, balli e danze a cura dell'organizzazione. Sabato 21 luglio, partenza per il "Sentiero dei Carbonari" del Sentiero Italia, "Alta Via del Partenio", escursione che ci vedrà impegnati per tutto il giorno. Al ritorno al campo, grande cena preparata sempre dal nostro paziente Steinbock e fuoco di bivacco a tema. Seguirà una ebreve escursione notturna con "Veglia alle stelle". Domenica 22 luglio, visita guidata dell'Oasi al centro Rapaci. Trasferimento in auto al Santuario di Montevergine, visita ai presepi permanenti e alla cripta di San Guglielmo, fondatore dell'Abbazia. Cerchio finale di chiusura e saluti. Come vedete, abbiamo una 3 giorni "a pieno ritmo"... ora, non vi resta che preparare lo zaino e partire!!! Vi aspetto tutti! WOLF
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"Se anche possiamo apparire miserabili ai vostri occhi, tuttavia ci consideriamo ben più felici di voi, per quel poco di cui ci accontentiamo e che possediamo.Rimarrete perciò profondamente delusi se pensate di poterci convincere che il vostro paese è migliore del nostro! Comunque, se come dite, il vostro paese è un piccolo paradiso terrestre, che senso ha avuto lasciarlo? E perchè abbandonare donne, figli, congiunti, amici? Vi crediamo infinitamente più poveri di noi, nonostante le vostre apparenze di maestri e di grandi capitani. Siete solo dei poveri giornalieri, valletti, servi e schiavi che fanno festa ai nostri vecchi e miserabili abiti di pelle che non ci servono più, e venite a cercare qui, pescando il merluzzo, il modo di consolarvi della miseria e della povertà che vi opprimono. Siete obbligati a ricorrere agli indiani che tanto disprezzate, e mendicate il frutto di una caccia per spartirvelo..."
Capo Gaspésien (Micmac)
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GIOVEDI' scorso, grande cena di fine anno escursionistico "Trekking Wolf" sul terrazzo di Lello ed Emilia. Convenuti 42 tra Lupacchiotti e Lupacchiotte.Teresa, come al solito, ha tenuto banco con le due torte presentate (tra cui un colossale baba qui appresso riportato). Mario "Steinbock" ci ha intrattenuto sul menù che ci proporrà nella prossima 3 giorni sul Partenio.

Il "magico e gigantesco" baba di Teresa...
MENU DELLA SERATA :
- antipasto : prosciutto crudo, melone, pecorino, "ciurilli fritti"
- pasta al forno (Emilia) conchiglioni ripieni (Patrizia)
- pizze di ogni genere (margherita, alla patate, in bianco, con le cipolle, ai peperoni)
- melanzane servite nei modi più svariati
- zucchine alla "Scapece" - pizza piena- bibite e vino a volontà e, naturalmente le torte di Teresa ed una "Brasiliana" di Maria Rosaria, con cacao e panna... se ho dimenticato qualcosa, non me ne vogliate...

Le "tre" pazzarelle... Antonella, Vienna e Marinella al loro 2° bicchiere di vino !!!

Un particolare della tavolata (Steinbock e Wolf)
WOLF
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Ho sentito tanto parlare, ma niente è stato fatto. le buone parole non restituiscono la salute al mio popolo. Non ridaranno al mio popolo una casa dove poter vivere in pace. Lasciatemi essere un uomo libero, libero di viaggiare, libero di fermarmi, libero di lavorare, di commerciare dove mi pare, libero di scegliermi i miei maestri, libero di seguire la religione dei miei padri, libero di pensare e di parlare e di agire da solo. ( Capo Giuseppe- Nez-Percè)
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“I Laboratori del Camminare Campania” : “Officinae Itineris”-“Trekking Wolf” – “Trekking Steinbock
”
Gli ultimi Cavalieri
degli orizzonti perduti …
20 – 22 luglio 2007
Parco Regionale del Partenio
I “laboratori del camminare” Campania : “Officinae Itineris Campania”, “Trekking Wolf” di Napoli, “Trekking Steinbock” di Salerno sono felici di annunciare il
3° Raduno escursionistico in Campania
avventura nel pieno spirito della natura, il pernottamento avverrà
in tenda come per gli scorsi anni. Questa volta, il tema che allieterà i nostri fuochi di bivacco sarà quello degli “Utimi Cavalieri degli orizzonti perduti” imitando le gesta e le imprese dei condottieri del medioevo. Sabato 21 luglio il gruppo sarà impegnato per tutto il giorno nella grande escursione dell’ ”Alta via del Partenio” tra immensi boschi, pianori e scenari mozzafiato, per ritornare poi a sera al campo base per un’allegra cena al fuoco sotto le stelle.
PARTECIPAZIONE : la partecipazione al Grande Raduno è gratuita, salvo una modesta quota da versare al momento dell’arrivo a Pannarano per la spesa comune. Si richiedono buona adattabilità alla vita all’aria aperta e grande spirito di socializzazione con tutti i partecipanti. L’adesione al Raduno dovrà avvenire tramite telefono o e- mail ai seguenti indirizzi, specificando bene il numero dei partecipanti :
Pino del Prete ( Guida G.a.e.) - e – mail : pinodelprete@yahoo.it
Mario Luciano : 339.3707097
Ore 18.00 : trasferimento con le auto personali, in località “Acqua delle Vene” nell’Oasi naturale del WWF “La montagna di sopra”. Montaggio tende, cena comunitaria a cura del nostro Steinbock. Animazione serale al fuoco di bivacco “Gli ultimi cavalieri degli orizzonti perduti”.
SABATO 21 Luglio : Sveglia, colazione e partenza per l’”Alta via del Partenio”.
DOMENICA 22 luglio : Sveglia, colazione . Ore 9.30 visita guidata all’oasi
centro rapaci. Smontaggio campo.
Partenza in auto per il Santuario di Montevergine e visita ai presepi internazionali. Saluti finali.
COME RAGGIUNGERE PANNARANO
Uscita autostrada del Sole Caserta Sud:
seguire le indicazioni per Benevento e Montesarchio. Dopo Arpaia, una superstrada sulla destra, indica “Cervinara”- “Pannarano”. Dopo qualche km. sulla destra, si trova San Martino Valle Caudina, proseguire sempre diritto, finchè dopo
COSA PORTARE
Tenda-sacco a pelo-stuoino o materassino-scarponi-k-way- cappellino lana-cappellino di tela-piatto e bicchiere in alluminio(Vietata assolutamente la plastica)-posate-torcia elettrica(meglio quella frontale)-maglione o pile-zainetto da escursione-ricambi completi-occhiali da sole-stick per labbra-m.fotografica e telecamera(consigliati). WOLF
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Dolce sera...
il rosso di un magico tramonto acceca i miei occhi.
Guardo il cielo e mi accorgo che credo ancora in qualcosa : credo nell'amore,... credo nella forza che mi fa raggiungere il sole del giorno, alla caparbietà di arrivare al tramonto, alla pace di addormentarmi di notte sotto un manto di stelle... credo a tutto questo... credo in te!!
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